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Un "eroico" salvataggio :-)

Ancona - 26 Maggio 2007.


Ciao, mi chiamo Silvia e da un paio di mesi sono iscritta a VELADAMARE. Insomma un’altra velista…per caso!! Volevo raccontare dell’uscita di sabato 26 maggio 2007 che, benché caratterizzata da tempo instabile, si è rivelata infine divertente con un pizzico di avventura. Partenza h. 10.30 al molo E2 della marina dorica. Destinazione: il porto di Numana.

Quando arrivo al molo trovo già pronti in barca lo skipper Andrea e Laura. Per fortuna non sono l’ultima in ordine di arrivo: aspettiamo la terza dell’equipaggio. Fa un caldo terribile, il cielo è velato, c’è foschia in giro ma anche tanto sole. Sulla barca eseguo il solito rito di cambio scarpe ed infilo i mezzi guanti pronta a cazzare le cime. Arriva anche Paola e…sorpresa! Ci conosciamo già! Ora che ci siamo tutti, Andrea dà disposizioni per mollare gli ormeggi a prua e poppa e così lasciamo la banchina.

Appena fuori dall’imboccatura del porto di Ancona ci accorgiamo che il vento (scirocco Est/SE) è forte, circa 20 nodi ed infatti in giro si vedono poche barche a vela. Siamo obbligati ad issare le vele quasi a ridosso della scogliera artificiale fuori del porto e per mantenere un buon controllo sulla barca Andrea ci dice di dare una mano di terzaroli e issare la randa solo per 2/3 ed il genoa stesso viene aperto solo parzialmente. Anche così, appena ci posizioniamo di bolina, la barca sbanda.

La velocità di avanzamento della barca è contrastata perchè ci muoviamo contro vento ed anche il mare, un pò mosso, ostacola la rotta della barca. Chi sta al timone per mantenere la rotta deve orzare più del necessario per contrastare la direzione delle onde e del vento che tenderebbero a farci tornare indietro. Ma vogliamo arrivare a Numana a tutti i costi. La prima al timone è Paola, Andrea vicino le dà indicazioni sul funzionamento dei filetti e ci spiega come evitare che la vela del genoa sventoli troppo, poggiando un poco con il timone. Perciò è necessario che il timoniere stia molto concentrato e non può assolutamente distrarsi! Inoltre è meglio evitare di fare sbattere la chiglia sul cavo delle onde, per evitare eccessive sollecitazioni sull’albero.

Comincio a provare una certa preoccupazione e responsabilità per quando dovrò timonare io! Proviamo un paio di virate e con Laura manovriamo e ci scambiamo i ruoli ai verricelli del genoa. L’inizio non è perfetto, ma già alla terza virata siamo perfettamente coordinate e possiamo goderci la bellissima veleggiata. C’è ancora sole, tanto vento e gli spruzzi ogni tanto ci bagnano le gambe appese fuori bordo. Dopo un po’, dò il cambio al timone, ma sono preoccupata di non riuscire a farcela ed invece …che soddisfazione quando capisco di essere in grado di mantenere la rotta nonostante il forte vento che ci contrasta! Eseguo anche un paio di virate ed infine lascio il timone a Laura. Anche lei se la cava egregiamente per cui ora che ci siamo abituate al moto ondoso e al ritmo della veleggiata, siamo tutti più rilassati e si chiacchiera. In prossimità di Portonovo dove intendiamo fermarci a mangiare, il cielo diventa nuvoloso e il vento è più freddo. Paola si copre con diversi giubbini ed anch’io comincio a sentire un po’ di fastidio allo stomaco anche perché è tardi e si fa sentire la fame.

Al largo della baia, Andrea posiziona la prua nella direzione del vento e caliamo prima la randa ripiegando la vela a posto nella sua custodia, il lazy bag, e poi riavvolgiamo il genoa. Tutte le cime vengono sistemate e messe in ordine pronte per un prossimo uso. Sono già le 14.30 quando entriamo nella baia di Portonovo di fronte al ristorante “Emilia”. Caliamo l’ancora e decidiamo che poiché non c’è sole non è il caso di fare il bagno. Eppoi abbiamo tanta fame! Apparecchiamo sottocoperta e mangiamo tutti lì, tranne Paola che preferisce restare fuori sdraiata sotto gli asciugamani. Guardo le foto che ha portato Laura sulla crociera fatta a maggio in Grecia nelle isole Ioniche con un simpatico equipaggio e sempre il nostro skipper Andrea.

Verso le 15.30 Andrea decide che è meglio riprendere la nostra rotta verso il porto di Numana. E’ cambiato il vento ed il cielo grigio minaccia pioggia. Tutti quanti ci copriamo con felpe e giacche impermeabili in previsione di prendere acqua.

Noi tre dell’equipaggio decidiamo un improvviso ammutinamento: preferiamo proseguire per Numana a motore anzichè a vela. Andrea si dichiara prontamente d’accordo: le condizioni meteomarine non sono certo ottimali. Salpiamo l’ancora e ci allontaniamo verso il largo. Paola ad un certo punto saluta un surfista caduto in acqua: ce ne sono tanti lì davanti a Portonovo. Io sono di spalle e non lo vedo, ma poi vedo che anche Andrea lo saluta e dopo un po’ Paola grida che forse non ci sta salutando ma ha bisogno di aiuto! Andrea fa manovra verso di lui, si avvicina il più possibile e Paola gli lancia una cima che il surfista lega ad una maniglia della sua tavola. Riprendiamo la rotta a bassa velocità (circa 2 nodi) ed Andrea ci spiega che non può portarlo a riva perché in quel punto sono presenti diversi scogli fino a mezzo metro sott’acqua e la deriva della barca pesca 2 m, perciò c’è pericolo di andarci a sbattere contro. Meglio non correre inutili rischi! Il surfista però è a disagio e dopo un po’ grida di rallentare. Lo invitiamo a salire a bordo e si rallenta ancora per dar modo al surfista, dopo che ha assicurato bene la cima al suo surf, di avvicinarsi a nuoto verso di noi, salendo a poppa. Finalmente in salvo!

Si presenta, si chiama Fabrizio e va con il surf da un paio di anni. Ammette candidamente di non essere esperto e di essersi trovato spiazzato dall’improvviso cambiamento di direzione del vento che l’ha spinto al largo senza più riuscire a tornare indietro. Ci ha provato ad andare verso riva ma è finito in acqua e le onde continuavano a spingerlo verso il mare aperto…insomma già si vedeva in Croazia, ma per fortuna siamo arrivati noi! Andrea gli spiega le ragioni per cui non può avvicinarsi a riva e Fabrizio accetta di buon grado di sbarcare a Numana con noi. Adesso che tutto è a posto mi godo la vista delle Due Sorelle, la spiaggia di S. Michele-Sassi Neri sotto Sirolo, la Grotta Urbani ed infine arriviamo in vista del porto di Numana.

Ora il tempo è davvero brutto c’è di nuovo vento forte e pioggia. Salutiamo Fabrizio e lo lasciamo vicino ad una banchina del porto di Numana mentre ci concentriamo sulle manovre di attracco ed ormeggio che non sono per niente facili con queste condizioni. Finalmente alle 17.00 siamo ormeggiati nel porto, al sicuro. Ridiamo dell’avventura trascorsa. Andrea ci informa che è la prima volta che gli capita di trarre d’impaccio qualcuno dal mare. Scendo dalla barca saluto i miei compagni di vela e prometto di raccontare questa giornata conclusasi con un lieto fine.

SILVIA................

 
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