Veladamare
english English
  veladamare  
home skipper imbarcazioni Diario di Bordo libri glossario meteo

WEST INDIES: LE ISOLE SOTTOVENTO ANGUILLA - ST.BARTS – ST.MARTIN-

Il racconto del nostro Skipper Andrea relativo alla crociera svoltasi dal 18/12/2015 al 08/01/2016 .



Per il secondo anno consecutivo ho la fortuna di veleggiare nel Mare deiCaraibi.
L'anno scorso la crociera a vela si svolgeva nelle Est Indies, cioè nelle così dette "isole sopravvento" rispetto agli Alisei, invece quest'anno nelle West Indies ossia nelle "isole sottovento" sempre rispetto agli Alisei .

Geograficamente le isole soppravvento sono quelle che vanno dalla Martinica fino a Grenada; invece le sottovento sono le altre isole che si trovano dalla Martinica fino ad Anguilla.
Non è un confine esatto, ma orientativamente vengono suddivise così .
Oltre le isole sottovento, più a nord, si trovano le Isole Vergini, che non ho ancora visitato, ma spero di poterlo fare prima o poi .
Cristoforo Colombo diede a questo arcipelago il nome di "Sant'Orsola e le 11000 vergini", ispirandosi alla nota vicenda della Santa e delle sue compagne trucidate dal re Unno Attila a Roma, ma ora esse vengono chiamate semplicemente "isole Vergini" .

In tutte le isole dei Caraibi, si respira una atmosfera particolare e piacevole difficile da descrivere .
Per esprimere quello che si prova ai Caraibi faccio mia e riporto integralmente - condividendola appieno - una lettera scritta da Cristoforo Colombo ai sovrani spagnoli Ferdinando e Isabella durante il primo viaggio esplorativo del 1492 – 93:"… i piccoli uccelli e il verde dei prati mi fanno desiderare di rimanere qui per sempre.
Questo paese è cosi incantevole e ameno da offuscare qualsiasi altro per fascino e bellezza, così come la luce del giorno mette in fuga la notte… "

Per capire dove ci si trova è bene disporre di qualche riferimento culturale.
Tutte le isole dei Caraibi sottovento e sopravvento sono tutte nelle Piccole Antille.
Le Antille devono il loro nome alla leggendaria isola di Antilia, che si riteneva fosse situata tra l'Europa e l'Asia .
Le Piccole Antille vennero chiamate Isole Caribee nel XVII secolo in seguito alla scoperta della popolazione degli indios Caribe che le abitavano .
Invece le Grandi Antille sono le isole che si trovano all'estremità più settentrionale del Mare dei Caraibi: Cuba, Hispaniola, Giamaica, Portorico .

Il primo popolo a insediarsi nelle isole fu quello dei Cibony 5000 anni fa giunti dal sud America (3000 A.C.) .
Successivamente, 2500 anni più tardi, (500 A.C.) a bordo di canoe giunsero gli Arawak, popolo pacifico dedito all'agricoltura .
Circa nel 1300 D.C. giunsero infine i Caribi, che avevano tratti mongoli con pelle chiara e capelli lunghi e lisci, somiglianti ai popoli dell'Asia settentrionale.
Questi guerrieri sterminarono e costrinsero alla fuga gli Arawak .
Quando Colombo giunse ai Caraibi, compiendo quattro viaggi tra il 1492 e il 1505, i Caribi vivevano sulle isole solo da uno o due secoli .
Gli spagnoli colonizzarono più facilmente i territori meno battuti dai guerrieri Caribi sul continente e sulle isole più grandi, le Grandi Antille, trascurando le Piccole Antille .
Solo un secolo più tardi le altre potenze europee cominciarono a riempire quel vuoto insediandosi in queste isole minori.
Ovviamente i Caribi non cedettero facilmente e resistettero con tenacia e ferocia e non furono mai sottomessi.
Quando gli europei alla fine finirono per prevalere, i Caribi superstiti lasciarono le isole per trasferirsi sul continente, lasciando solo piccole comunità .
Questi piccoli cenni aiutano a capire la complessità storica e culturale di questi luoghi .

Tornando al nostro viaggio, per raggiungere queste bellissime isole non ho trovato voli diretti, ma solo voli con scalo negli U.S.A. a Miamy, pertanto occorre essere in possesso del passaporto elettronico e delle Esta rilasciata dagli Stati Uniti.
Quindi bisogna attrezzarsi per tempo .
Dopo lunghe ore di volo e scali negli aereoporti finalmente si atterra a St. Martin in piena notte .
Una notte di riposo in albergo è d'obbligo !
Il panorama al risveglio ci ripaga del lungo e faticoso viaggio aereo: la vista di Simpson Bay ripaga della fatica fatta per il viaggio .




Quindi, con la tipica calma che caratterizza tutti i Caraibi, si va a prendere possesso della barca ad Anse Marcel al Radison Marina .

   

Avrebbe dovuto esserci ad attenderci un Bavaria 42 cruiser monoscafo, invece non era disponibile, quindi finiamo su un catamarano Fountaine Pajot: il modello "Lipari 41" !





E' la mia prima esperienza al comando di un catamarano e dovrò prenderci un po' la mano !
Alla fine della crociera, analizzati pregi e difetti dei catamarani a vela, giungo alla conclusione che questi hanno un grande e unico pregio: in baia all'ancora non rollano !
Non è poco in questi mari dove i venti sono forti e la risacca importante. Tuttavia, io altri pregi non ne trovo !




La particolarità di St. Martin è che è suddivisa tra due nazioni: l'Olanda e la Francia .
L'isola si è dedicata completamente allo sviluppo del turismo con successo.
L'agricoltura non è sfruttata in modo intensivo .
A mio avviso è poco caraibica e priva di forti radici culturali.
Negli anni 50 la popolazione era di circa 5000 abitanti, mentre adesso con lo sviluppo del turismo è salita a 60000 .
Sull'isola vivono 40 nazionalità diverse e vivono in armonia .
La valuta è sia l'euro che il dollaro: le casse sono abilitate ad entrambe le monete .
La costa è bassa e frastagliata con belle insenature e spiagge .
La nostra navigazione da Ance Marcel verso owest ci porta ad una bella baia: Grand Case.


 


La baia è ampia e sono ben visibili le pericolose rocce e reef che si trovano all'ingresso .
Il contatto con questa baia è positivo: si parte per una nuotata e visita a terra.






Grand Case ha un bellissimo fondale di sabbia chiara e a terra offre una miriade di locali dove si può bere un drink o mangiare prelibatezze alla brace .
Oltre a del buon pesce fresco, si trovano ottime costine di maialini da latte alla brace ! !

Dopo alcuni giorni di relax si procede navigando sempre con rotta owest nel canale formato tra St. martin e Anguilla .
Qui la navigazione è caratterizzata da una forte corrente che aumenta nei canali, ed anche da venti raramente inferiori ai 20 nodi .



A differenza del nostro Adriatico, qui nel Mar dei Caraibi la forza importante della corrente non va sottovalutata, infatti su lunghi trasferimenti, se non si tiene conto dello scarroccio si rischia di non giungere alla meta che ci sia prefissi e trovarsi decine di miglia sottovento. In questi casi non resta che rinunciare e cambiare destinazione, oppure rassegnarsi a una durissima navigazione controvento .
Giunti all'estremità meridionale di Anguilla l'attenzione deve essere massima per evitare il Blowing Rock affiorante e per evitare le secche che si formano in prossimità della piccola isola di Anguillita .
Il forte vento e la potente corrente impongono attenzione: se si commettono errori o si è superficiali, questi forti elementi naturali spingono facilmente le barche a sbattere sugli scogli e sui reef !
Oltrepassato il punto meridionale si giunge all'altezza di Sandy Island e poi si prosegue per Road Bay.






Road Bay ad Anguilla è tipicamente caraibica, bellissima, accogliente, ridossata, protetta dagli Alisei e piena di locali invitanti e accoglienti: praticamente uno degli approdi che ritengo ideali .





Sbrigate le pratiche doganali si opta per diversi giorni di sosta in questa stupenda rada che farà da punto di partenza per escursioni con motoscafi dotati di fuoribordo per raggiungere la vicina Sandy Island e per gite on the road lungo l'isola con un auto a noleggio .



La pericolosità della navigazione in zona è testimoniata da numerosi relitti .



Qui basta veramente poco per finire sulla spiaggia o sugli Scogli; praticamente quasi tutte le baie visitate avevano relitti che giacevano abbandonati a seguito di naufragi .






Pratiche doganali.

Abituati alla noiosa burocrazia Italiana e alle pesanti pratiche doganali europee, è con piacere che si accede alla dogana di Anguilla direttame
nte sulla spiaggia, in una piccola costruzione con un simpatico cartello che ci accoglie con un: "welcome in paradise" . Qui tre robuste ragazze, tipicamente caraibiche, velocemente e amichevolmente sbrigano in pochi minuti tutto quanto concerne Capitaneria, Polizia, e Dogana !
Per chi come me è abituato alle ore di attesa in Croazia sembra un sogno.
Oltretutto in questo stato si entra gratis e non mi è mai capitato di pagare né ormeggi né soste in rada .
Anguilla è un territorio Britannico d'Oltremare autonomo .
Ci sono cinque isole e la capitale è The Valley nella isola principale di Anguilla .
Questa isola ha un territorio di soli 102 km quadrati .
La popolazione è di soli 14.000 persone .
Deve il suo nome alla forma lunga e stretta che ricorda il pesce.
Colonizzata dagli inglesi che vi si insediarono nel 1650, Anguilla fu incorporata in una singola dipendenza britannica insieme alle vicine isole di St. Kitts e Nevis all'inizio del XIX secolo con grandi proteste degli Anguilliani.
Dopo due ribellioni nel 1967 e nel 1969 ed un breve periodo come auto dichiarata repubblica indipendente, a seguito di una rivoluzione capeggiata da Ronald Webster, il governo britannico fu ristabilito nel 1969 .
Il fatto singolare è che, quando i paracadutisti britannici misero piede sull'isola per ristabilire l'ordine, non dovettero combattere, anzi furono accolti con la banda e festosamente, in quanto la maggior parte degli abitanti non volevano rinunciare agli aiuti – anche economici – provenienti dal Regno Unito .
L'isola gode di un micro clima particolare: le piogge sono molto scarse e il clima asciutto .
Gli alisei sono costanti .
La temperatura è di circa 28 gradi tutto l'anno .
Le regole finanziarie e bancarie hanno trasformato questa isola in un paradiso (anche) fiscale .
Il Cristianesimo è la religione predominante .
Curiosità: Hugo Pratt cita l'isola di Anguilla nella sua opera come residenza ufficiale di Corto Maltese !

Permanenza a Road Bay.

La permanenza a Road Bay consente di entrare nel vero clima caraibico .
Tutto scorre lentamente.
Le persone sorridono e sono gentili e amichevoli.
Il clima è formidabile .

I Conch
In spiaggia ci sono dei piccoli baracchini che cucinano i Conch, che sono delle grosse conchiglie con un gustoso mollusco dentro . Essendo un cliente fisso faccio amicizia con la Chef !



Arrosto, fritti o in zuppa i conch hanno un comune denominatore che li accomuna: sempre ottimi !! Sandy Island

Da Road Bay si parte in motoscafo alla volta di Sandy Island.
Si tratta di una meravigliosa isola dalle acque cristalline che merita di essere visitata .






In teoria si potrebbe raggiungere anche con il nostro catamarano: però per fare questo dovremmo attraversare un labirinto sommerso di reef affioranti .
Di per se la cosa non sarebbe difficile con 10 – 15 nodi di vento, ma noi ne abbiamo 20 – 25 costanti e quando passa un veloce acquazzone aumenta di altri 10 !





Non è un caso che all'estremità di questa bella isola si trovano diversi pezzi di relitti, ed uno è proprio un pezzo di prua di un catamarano: questa visione ci convince di avere fatto la scelta giusta .


Randez Vuos –Shoad Bay – Crocus Bay

Sempre dalla nostra base di partenza di Road Bay si parte alla scoperta dell'isola di Anguilla . Questa volta via terra con una auto a noleggio .



Fa sorridere che il numero di targa della nostra auto è solo 787 !!
L'indicazione "Rainbow City" è veritiera: i frequenti acquazzoni, anche se molto brevi, danno vita a bellissimi arcobaleni !! Una curiosità è che qui ci si può spostare comodamente anche in autostop; infatti, anche se non richiesto, spesso viene offerto un passaggio quando si vede qualcuno che si sposta a piedi .
Un ulteriore elemento a favore del bel clima che si respira nell'isola: le persone sono molto spesso gentili, sorridenti e socievoli .

Da non dimenticare che qui la guida è a sinistra e quindi occorre fare molta attenzione altrimenti si rischia un bel frontale !

La baia di Randez Vuos è abbagliante !





La sabbia è cosi bianca che la luce è accecante .
Praticamente sembra di essere in una sperduta isola delle Maldive, invece si è ai caraibi.
È raro trovare una spiaggia così bella, così grande e così selvaggia: infatti ci sono solo un paio di bar .
Pochi localini ma accoglienti e veramente belli .
Nuotare in questa baia è un'esperienza notevole !

Il viaggio terrestre ci porta a fare una sosta ad Island Harbour.





Si tratta di una baia dove sono ormeggiate tante barche dei pescatori locali .
Tanti i localini e bar sulla spiaggia .

Qui si trova anche una lapide in onore ai rivoluzionari del 1967 – 1969 che combatterono per l'indipendenza e la ottennero.
Questi rivoluzionari, tuttavia, si trovarono senza l'appoggio della popolazione che preferì tornare agli agi e comodità economiche di una colonia britannica autonoma .

Infatti dopo le due ribellioni nel 1967 e nel 1969 ed un breve periodo come auto dichiarata repubblica indipendente, a seguito di una rivoluzione capeggiata da Ronald Webster, il governo britannico fu ristabilito nel 1969 .

Il fatto strano è che, quando i paracadutisti britannici misero piede sull'isola per combattere, non trovarono resistenza, anzi furono accolti con la banda .

Gli abitanti non volevano rinunciare agli aiuti – soprattutto economici – provenienti dal Regno Unito .

Effettivamente, dopo quasi 50 anni, ritengo che abbiano fatto la scelta giusta, in quanto il tenore di vita nell'isola mi sembra decisamente buono e sicuramente superiore alle altre isole Caraibiche indipendenti che ho potuto visitare navigando. Ricordo che ormeggiando a Wallylabou o a Cumberland bay nello stato di S. Vincent eravamo sempre raggiunti da ragazzi poverissimi che offrivano aiuto per l'ormeggio in cambio di una piccola mancia .
Qui, invece, in tutte le isole visitate che, pur essendo autonome, sono sotto la protezione economica dei paesi europei, il tenore di vita è più che dignitoso .

Si prosegue sino a Shoad Bay.



La nostra attenzione è attirata dal Reggae Bar: una deliziosa casetta gialla che notiamo dall'alto della strada.



Giunti alla casetta gialla sulla spiaggia troviamo un angolo di paradiso:





sabbia bianca, acqua meravigliosa e un appetitoso profumino proveniente dalla brace dove arrostiscono pesce e carne !



Dobbiamo ammettere che le costarelle del maialino da latte cucinate e poi mangiate in loco erano i n s u p e r a b i l i !!!!

Il viaggio on the road prosegue tra le baie e cale di queste isola di Anguilla che offrono la possibilità di tornare a vivere con i ritmi della natura, del sole e del vento !!

Si prosegue sino a Crocus Bay .
La baia è incantevole.
Il livello dei locali molto alto: i più bei bar e ristoranti dell'isola.
La sosta prosegue giustamente sino al tramonto !!

       

St. Barths
Se da Anguilla o da Saint Martin si intende proseguire verso St. Barth è bene sapere che non si naviga a favore del vento . O perlomeno nei giorni in cui ho navigato in queste acque il trasferimento da St. Martin a St. Barth era ben più di un bordo di bolina; Era proprio controvento .
Infatti l'Aliseo, seppur teoricamente proveniente da Est, di fatto oscilla da S/E a N/E favorendo nel primo caso la navigazione verso nord e nel secondo caso quella in direzione sud .
Ovviamente a noi è capitato il S/E per andare a Sud, quindi la situazione peggiore .
Sarebbe molto meglio navigare con un monoscafo che fa un po' di bolina; mentre il catamarano a vela non solo fatica di boilina, ma spesso non riesce a virare e occorre abbattere !!

  

Si tratta di un'isola che è stato dominio svedese per un secolo .
Oggi invece fa parte del dipartimento d'oltremare francese della Guadalupa .
E' di origine vulcanica con spiagge notevoli .
L'isola ha una storia di grandi difficoltà economiche, ma è riuscita a trasformarsi in una meta del turismo di lusso .
L'atmosfera è più europea che caraibica .
Gustavia è la capitale e il porto principale dell'isola .
E' molto affollato e trafficato .
Anse du Colombier è il primo ancoraggio arrivando da nord .
E' una baia senza servizi e strutture ma molto bella .
Dopo tanto girovagare con venti mai inferiori ai 20 nodi, correnti forti e costanti e settimane di notti in rada all'ancora è con un certo piacere che riportiamo il catamarano alla base di Ance Marcel al Radison Marina, senza neanche un graffio ed anche più bello e luccicante di quando lo abbiamo preso !!



"La domanda sorge spontanea: quando si riparte ??"

Gite in barca a vela

links | risorse

© 2006-2007 Veladamare.it - gite in barca a vela - web and seo: labellarte.it